Il poker al Cosenza ha funzionato: cinismo e panchina lunga
Nel 4-0 al Cosenza il Catania ha vinto per come ha finalizzato e per chi è entrato dalla panchina, non solo per il risultato.
CATANIAIl 4-0 racconta una squadra che ha fatto bene la cosa più difficile: trasformare la superiorità in gol. Il Catania ha tentato sette tiri nello specchio, il Cosenza uno solo in tutta la partita: una sproporzione netta, che si è vista anche nel punteggio finale, aperto dal rigore di Cicerelli al 27' e poi ampliato nella ripresa.
Il momento che ha deciso l'inerzia della gara è la finestra tra il 54' e il 60': prima Lunetta, servito da Cavuoti, poi Russo, imbeccato dallo stesso Lunetta, hanno trasformato l'1-0 in un 3-0 in sei minuti. Da lì in avanti il Cosenza non ha più avuto la partita in mano.
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Ha funzionato anche la panchina, non solo chi è partito titolare. Corbari, entrato al 51' per Pagliai, è stato l'assist-man del poker: al 85' ha servito Insigne, anche lui subentrato, per il gol che ha chiuso i conti. Nel mezzo, all'81', un gol di Cicerelli era stato annullato: la squadra ha continuato a spingere invece di gestire il vantaggio, e ha trovato comunque il quarto gol.
Resta una sola partita, la prima vinta in stagione dopo due sconfitte, e va pesata per quello che è: un segnale di efficienza sotto porta e di profondità della rosa, non un verdetto. Contro lo Scafatese si vedrà se questo cinismo davanti al gol si conferma o resta un pomeriggio isolato.



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