Sabato 5 settembre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Conosci il nemico: il Cosenza arriva al Massimino con lo stadio nel caos e la squadra da ricostruire

Zero punti in due giornate, il Marulla conteso tra Comune e club davanti al Consiglio di Stato, un ambiente descritto come «in fibrillazione» alla vigilia della sfida di Catania: ecco chi troviamo lunedì al Massimino.

Stadio Sinigaglia Como 01
Stadio Sinigaglia Como 01 — Foto: Vale93b · CC0

Il Cosenza nasce nel 1926 e gioca al San Vito-Gigi Marulla, impianto da quasi 21mila posti, con il soprannome storico di Lupi della Sila. La proprietà è del gruppo 4EL, guidato dalla presidente Rita Rachele Scalise, mentre in panchina c'è Federico Coppitelli. In campionato i rossoblù sono fermi a zero punti dopo due giornate, diciottesimi nel Girone C con due gol segnati e cinque subiti: un dato di partenza, non un giudizio sulla squadra, utile solo a fotografare da dove riparte alla vigilia della sfida col Catania.

Il Marulla, un caso aperto

Il Cosenza arriva a questa partita con un fronte aperto fuori dal campo. Il Comune aveva disposto la sospensione della concessione del Marulla per diciotto mesi di lavori; il club ha fatto ricorso e il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza, sospendendo il provvedimento e rinviando la decisione di merito al Tar Calabria. I giudici hanno definito «di difficile praticabilità» l'ipotesi di trasferirsi allo stadio di Crotone, per la distanza di oltre cento chilometri, l'assenza di collegamenti ferroviari diretti e la rivalità tra le due tifoserie. Restare al Marulla, però, non ha chiuso la questione: secondo le ultime notizie è il terreno di gioco stesso a essere diventato un problema.

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Sui protagonisti in campo non ci sono, al momento, episodi individuali da isolare: nessun nome è emerso con chiarezza dai numeri di queste prime due giornate. Quello che emerge con forza è invece il quadro d'ambiente: le cronache alla vigilia del match descrivono un Cosenza «in fibrillazione», con una squadra che Coppitelli deve ancora registrare dopo un avvio a zero punti e un contenzioso societario che si intreccia con lo stadio. È un Cosenza con più di un fronte aperto, e una squadra sotto pressione può reagire in due modi opposti: chiudersi, oppure giocarsi tutto con l'urgenza di chi non ha più margine d'errore.

Le fragilità leggibili in queste due giornate e nel contesto attorno alla squadra sono chiare: una difesa che ha già incassato cinque gol, un ambiente diviso tra il ricorso al Consiglio di Stato e i dubbi sul terreno di gioco del Marulla, una rosa che il proprio allenatore considera ancora da mettere a punto. Sono elementi che pesano sulla continuità di preparazione più che sul valore dei singoli, ma in una fase così delicata della stagione possono diventare terreno fertile per chi, come il Catania, ha bisogno di ripartire con un risultato pieno.

Lunedì alle 20:30 il Massimino non deve leggere il momento del Cosenza come una scorciatoia: una squadra in difficoltà e con la testa altrove può anche essere la più pericolosa, se le si lascia il tempo di issarsi sulla partita. Per noi il dovere resta uno solo, lo stesso di sempre: costringere l'avversario a giocare la gara che teme, non quella che spera di gestire con calma in mezzo al caos che si porta dietro.

Fonte: Rassegna stampa

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