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Longo: "Squadra identitaria, non barattavo questa vittoria"

Il tecnico del Catania nel dopo gara di Catania-Cosenza 4-0: la scelta tattica, il momento di Cavuoti, la crescita di Flavio Russo e gli esterni decisivi.

Lo stadio Angelo Massimino di Catania
Lo stadio Angelo Massimino — Foto: Leandro Neumann Ciuffo · CC BY 2.0

Il tecnico del Catania, mister Longo, ha commentato nel dopo gara di Catania-Cosenza 4-0 la scelta di abbassare la squadra in fase di non possesso. Ha spiegato: «Questa sera la squadra si è abbassata di 10, 15 metri e ha provato ad avere profondità dietro la linea avversaria. Quando recuperavamo palla eravamo una squadra più diretta per attaccare la profondità, ma quando abbiamo avuto palla non abbiamo praticamente cambiato niente, se non invertito il centrocampo: invece di un vertice basso abbiamo messo un vertice alto». Ha aggiunto che l'unico elemento distintivo della partita è stato non andare uno contro uno fin dall'inizio della costruzione avversaria, tenendo due linee più strette in fase di non possesso.

Sulla soddisfazione della serata, Longo ha detto: «Sono soddisfatto che la squadra tutta la settimana sia stata lontana dalle sconfitte e abbia lavorato provando a fare le cose nostre. Io oggi non avrei barattato una partita diversa da questa per vincerla», spiegando di aver chiesto ai giocatori una squadra identitaria a centrocampo. Ha poi invitato a non fermarsi al risultato: «La cosa più importante da fare è staccarci dal risultato e partire già da domani, mettendo a posto alcune cose che anche questa sera non hanno funzionato».

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Rispondendo a una domanda del giornalista Marco Zappalà (City Zone) sul modulo con vertice alto, Longo ha spiegato la scelta di Cavuoti: «Ad oggi il calciatore più pronto per essere inserito nel roster dei titolari era Cavuoti, ed è andato in campo perché ha fatto tutta la fase preparatoria, è stato portato in panchina anche con il Cagliari in Coppa Italia». Sugli altri nuovi arrivati ha aggiunto: «Gli altri hanno bisogno di tempo. Massimo ha bisogno di tempo, Caligara ha bisogno di tempo, Cabianca ha bisogno ancora di tempo. Nel giro di due o tre settimane la squadra fatta nell'ultimo giorno di mercato avrà la sua reale dimensione».

Longo ha parlato anche della possibilità di cambiare modulo: «Questa squadra ha la possibilità di mutare pelle con molta facilità. Quando avrò tutta la squadra a disposizione credo che potremo fare più cose, potremmo giocare anche a tre». Sul centrocampo, in vista del rientro di altri giocatori, ha aggiunto: «Quando saranno in piena condizione avremo ancora Pallocchia, avremo ancora Caligara, abbiamo Corbari: un centrocampo che ha doppie pedine dappertutto. La competizione sarà tale da permetterci di giocare a tre con facilità o a due con un sottopunto, con altrettanta facilità».

Alla domanda del Quotidiano di Sicilia sulla prestazione di Flavio Russo, Longo ha risposto: «Anche lui può crescere tantissimo in condizione, credo che abbiamo ancora un 30-40% su di lui da poter far crescere in termini di capacità di acquisire gli spazi e di andare in profondità, perché è un calciatore moderno. Ma anche questa sera ha dimostrato quanta voglia ha, quanti chilometri fa per la squadra anche in non possesso». Ha aggiunto: «Il non possesso di tutta la squadra è stato carico di cattiveria, una cattiveria che è figlia del dolore. Dobbiamo essere cattivi per allontanarci dal dolore della sconfitta, senza lavorare troppo nel dolore».

Rispondendo a una domanda di Futura Gol sull'impatto degli esterni d'attacco, Longo ha confermato: «È evidente che oggi gli esterni d'attacco siano stati devastanti. Manu ha fatto le due fasi in un modo eccezionale: si è ridotto spesso a fare il quinto, quando c'era la possibilità, o doveva farlo per forza, e ha fatto degli strappi importanti. Gabri è stato incisivo: probabilmente da tutti e due potevamo aspettarci altri due tiri». Ha chiuso ricordando le uscite precedenti: «Non vorrei dimenticare quello che abbiamo fatto nelle precedenti uscite: c'è una crescita che oggi ha preso una direzione positiva».

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