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Pelligra non vende: il piano di rilancio passa da un disavanzo da 13 milioni

La proprietà rossazzurra non intende cedere il club e prepara un rilancio, ma la scadenza del 10 settembre e i conti in rosso dicono che ora contano solo i fatti.

Il Catania entra in campo al Massimino davanti alla Curva
Il Catania entra in campo al Massimino davanti alla Curva — Foto: Supergaefs · CC BY-SA 4.0

Il Catania non è in vendita. È la ricostruzione che arriva sul futuro societario rossazzurro, con Vincenzo Grella che avrebbe fatto sapere in modo netto che la proprietà non intende cedere il club. Ross Pelligra tornerà in città lunedì per assistere a Catania-Cosenza al Massimino, poi ripartirà: il rientro più strutturato, quello in cui il patron dovrebbe occuparsi da vicino della situazione del club, è fissato a metà settembre.

Un segnale concreto, nel frattempo, arriva da Torre del Grifo: i lavori nel centro sportivo sono ripartiti dopo lo stop. È il tipo di notizia che la proprietà può esibire come prova di continuità del progetto. Ma il centro sportivo che riparte non basta a rispondere alla domanda che la piazza si porta dietro da giorni: perché il piano di rilancio si annuncia proprio adesso, con la squadra a zero punti e la Curva Sud che da due settimane aspetta ancora una reazione mai arrivata.

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Il conto da 13 milioni

Il dato che pesa più di ogni dichiarazione è il disavanzo: 13 milioni di euro. Un piano di rientro sarebbe già stato avviato, ma la prossima scadenza è vicinissima e non lascia margine di interpretazione: entro il 10 settembre il Catania dovrà dimostrare di essere in regola con gli impegni economici previsti. Tre giorni dopo la sfida col Cosenza, quindi, la società rossazzurra si gioca una partita che non si vede in campo ma che pesa quanto e più di un risultato sportivo — con un monte ingaggi di 14,2 milioni lordi, il più alto del Girone C, che rende ogni giorno di incertezza sui conti ancora più difficile da spiegare a chi ha pagato l'abbonamento.

Sul piano sportivo, la sessione di mercato appena chiusa viene letta come un altro tassello dello stesso disegno: gli arrivi di Emanuele Torrasi, Fabrizio Caligara e Massimo Coda avrebbero completato una fase costruttiva della campagna acquisti. Restano da definire le posizioni di Andrea Dini e Salvatore Caturano, gli ultimi due nodi di una rosa che nelle ultime ore ha visto uscire Kaleb Jiménez (Spezia), Francesco Di Tacchio (Casertana) e Simone Leonardi (Campobasso).

Il pubblico, va detto, non ha ancora voltato le spalle: gli abbonati sono quasi 12mila, un numero che tiene nonostante l'avvio horror in campionato. Ma attorno al progetto si respira più di un semplice mugugno, e non serve un sondaggio per capirlo: due sconfitte su due, zero gol segnati in casa e ora un disavanzo a nove cifre raccontano una preoccupazione che va oltre la classifica.

Il punto, alla fine, è semplice e la stessa proprietà lo sa: le parole su un progetto che resta legato a Pelligra non spostano una classifica ferma a zero punti né chiudono un buco da 13 milioni. Il piano di rilancio, se c'è, dovrà misurarsi prima di tutto con due appuntamenti ravvicinati — il campo, lunedì contro il Cosenza, e i conti, entro il 10 settembre. Sono le uniche due scadenze che la piazza, ormai, è disposta ad accettare come risposta.

Fonte: GoalSicilia

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