La classifica del Girone C non fa sconti: Catania diciannovesimo, senza alibi
Dopo due giornate il girone ha già i suoi ritmi: chi corre in vetta, chi delude nonostante il blasone e chi, come il Catania, guarda tutti dal basso con il monte ingaggi più pesante del lotto.

Due giornate, zero punti, diciannovesimo posto: il Girone C dice quello che la classifica dice, senza bisogno di aggettivi. In vetta comandano Potenza, Picerno e Sorrento, tutte a sei punti dopo due vittorie su due. Il Catania, che di quel gruppo di testa dovrebbe far parte per storia, bacino e monte ingaggi, è invece agganciato in fondo a Cosenza e Savoia, con la sola differenza che il calendario per ora ha punito noi più di chiunque altro tra le squadre di peso del girone.
Chi corre e chi arranca Il primo dato che salta agli occhi è che il vertice, per ora, non è fatto dai nomi più pesanti: Potenza e Sorrento vengono da bilanci lontani dal nostro, eppure sono a punteggio pieno insieme al Picerno. Il Picerno si è fermato solo nell'ultimo turno, 1-1 a Bari — primo punto stagionale per i baresi — ma la vetta condivisa non è cambiata. Dietro, un gruppo folto a quattro punti (Barletta, Casertana, Inter U23, Altamura, Foggia) mostra che in questo girone bastano due risultati utili per stare comodi in alta classifica: esattamente i due risultati che al Catania mancano.
Guardando più in basso, il Catania non è solo a soffrire. Salernitana è ferma a un punto, Bari a tre nonostante il pareggio di Picerno, il Crotone addirittura con un margine negativo. Sono nomi che, come il nostro, avrebbero dovuto stare altrove a questo punto della stagione. Ma non è un alibi: è la conferma che il Girone C, quest'anno, non fa sconti a chi arriva con l'etichetta di favorita, e il Catania — con il monte ingaggi più alto dell'intero girone — quell'etichetta se l'è giocata da solo, perdendo le prime due gare per la prima volta in 27 partecipazioni al campionato di Serie C.
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Due giornate sono poche per tracciare linee definitive: il Picerno insegna che chi corre oggi può fermarsi domani, e la classifica di inizio settembre è un termometro, non una sentenza. Ma non vale nemmeno il contrario: dire che è presto non cancella che il Catania abbia zero punti, un gol segnato e quattro subiti, e che le squadre di provincia con cui la piazza non accetta pareggi sono già davanti in classifica, non dietro.
Il prossimo turno di campionato, il 7 settembre al Massimino contro il Cosenza, mette di fronte due squadre ferme a quota zero: è la prima vera occasione per la classifica di raccontare qualcosa di diverso su questo Catania. Fino a quel momento, i numeri restano quelli che sono, e vanno letti così come sono scritti.



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