Il Catania domina e perde ancora: la crisi è reale
Il Catania spreca a raffica, incassa tre gol e resta a zero punti: con il monte ingaggi più alto del girone, questo avvio non si può giustificare.

Zero a tre in casa, con quasi il doppio dei tiri e quasi il triplo dei corner dell'avversario: è il paradosso più duro da digerire di questo avvio. Dominare per novanta minuti e portare a casa una sconfitta netta non è meno grave di una sconfitta secca, è peggio: vuol dire che la squadra c'è nei numeri e sparisce dove conta. In una piazza che non accetta passi falsi contro le provinciali, questo pesa più di ogni altra lettura.
Il Savoia ha deciso la partita nel primo quarto d'ora abbondante: gol di Tumbarello al 12', raddoppio al 20'. Il Catania, già sotto di due reti in casa propria dopo venti minuti, ha chiuso il primo tempo con due ammonizioni, Bruzzaniti al 27' e Quaini al 45', che raccontano il nervosismo di una squadra costretta a rincorrere senza aver ancora capito come. Il rigore di Nepi al 59' ha solo messo il timbro su una partita già compromessa.
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Longo ha provato a cambiarla, buttando dentro cinque uomini dal 46' in poi, tra cui Coda, Donnarumma, Raimo e Ierardi, ma il problema non era la panchina: 25 tiri, 9 nello specchio, un solo gol segnato. Il portiere del Savoia ha risposto presente nove volte, quello del Catania una sola: è la fotografia di una squadra che arriva, tira, e non risolve, mentre dall'altra parte bastano poche occasioni per fare male.
Il Catania resta a zero punti dopo tre sconfitte, con un solo gol segnato in tutto il campionato. Il tutto con il monte ingaggi più alto della categoria, che non è un dettaglio da programma di sala ma la misura esatta di quanto questo avvio sia inaccettabile per chi la squadra la paga e per chi la segue da anni.
Non serve cercare alibi negli episodi: la squadra ha avuto campo e occasioni e le ha sprecate, mentre dietro ha continuato a concedere. Il Cosenza arriva al Massimino il 7 settembre e non c'è più margine per aspettare che i numeri si trasformino in punti da soli: o cambia qualcosa, in campo e attorno alla squadra, o la crisi smette di essere un avvio complicato e diventa un problema strutturale.




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