Sabato 5 settembre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Catania-Savoia 0-3, Coppa Italia già finita: la squadra c'è, i gol no

Il Savoia va tre volte a segno con le poche occasioni avute, il Catania spreca 25 tiri e nove corner: sedicesimi addio, e la crisi si allarga.

Coreografia vulcano
Coreografia vulcano — Foto: MicheleC0213 · CC BY-SA 4.0
Aggiornamento · 3 set, 10:17

Nel dopopartita il tecnico Emilio Longo ha commentato la sconfitta: "È un momento duro, di grandissima difficoltà, ma faccio fatica a fare un'analisi diversa dal constatare che nell'arco di tre partite non è possibile non riuscire a segnare". Longo ha invitato alla calma, chiedendo tempo per i nuovi arrivati ancora lontani dalla migliore condizione: "Dobbiamo aspettare anche i nuovi giocatori, che devono raggiungere le condizioni migliori per poter essere schierati". Il tecnico etneo ha chiuso ammettendo la necessità di stringere i denti per invertire la rotta sui risultati.

Aggiornamento · 3 set, 08:37

Il ko trova conferma anche nelle dichiarazioni indirette che arrivano dal Massimino nelle ore successive: sugli spalti, già nel finale di gara, si sono levati mugugni e cori di contestazione verso squadra e società. Il dato che pesa di più è quello tattico: al vantaggio di Tumbarello il Catania aveva reagito creando occasioni, ma è stato un errore difensivo di Torrasi a spianare la strada a Nepi per il raddoppio, prima del rigore che ha chiuso i conti. Nel mezzo, la parata decisiva di un ex di giornata, Leonardo, ha spento sul nascere i tentativi di rimonta rossazzurra.

Aggiornamento · 3 set, 07:12

Il presidente del Savoia, Nazario Matachione, ha commentato a caldo il successo del "Massimino", rivendicando la superiorità mostrata dalla sua squadra sul campo contro il Catania. Il dirigente campano ha dedicato la vittoria ai propri tifosi, sottolineando come la prestazione degli uomini di Tumbarello e Nepi abbia confermato il valore del gruppo. Interpellato anche sul futuro di Bethers, Matachione ha glissato sull'argomento, ribadendo che il club seguirà la propria linea societaria senza cedere a pressioni esterne.

Aggiornamento · 2 set, 23:54

Al triplice fischio il malumore della curva non resta silenzioso: dagli spalti del Massimino parte una contestazione aperta nei confronti della squadra, con cori e fischi che accompagnano l'uscita dei giocatori dal campo. Un epilogo che certifica la frattura tra la tifoseria e una rosa costruita per vincere il girone e già fuori dalla coppa ai sedicesimi. La tensione nell'ambiente, già alta dopo un avvio di stagione a due facce, trova così il suo primo sfogo pubblico della stagione.

Il Catania esce dalla Coppa Italia Serie C nel modo più amaro: 0-3 in casa contro il Savoia, ai sedicesimi, con una partita indirizzata già nei primi venti minuti. Tumbarello sblocca al 12', il raddoppio arriva al 20' e da lì la squadra deve rincorrere per settanta minuti buoni contro un avversario che ha sfruttato al massimo le occasioni avute.

Prima dell'intervallo arrivano anche i gialli a Bruzzaniti e Quaini, mentre Longo prova a dare una scossa già nel recupero del primo tempo inserendo Coda. Non basta: al 59' il Savoia trova il rigore con Nepi e chiude i conti sullo 0-3, il colpo che toglie ogni residua speranza di rimonta.

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Da lì in avanti il Catania cambia volto con i tre cambi al 60' — Donnarumma, Raimo e Catania dentro — e prova a riversarsi in attacco, ma i numeri finali fotografano una squadra che ha spinto tanto senza risolvere nulla: 25 tiri contro 6, 9 in porta contro 4, 9 corner contro 2. Il portiere ospite si supera nove volte, quello di casa deve intervenire una sola volta. Raimo si becca pure un giallo all'82', a completare una serata storta.

La Coppa Italia è un torneo a parte e questa eliminazione non tocca la classifica del campionato, ma arriva nel momento peggiore per una piazza già incandescente. Vedere una squadra con il monte ingaggi più alto del Girone C dominare per settanta minuti e uscire comunque con tre gol subiti, senza mai riaprirla, lascia addosso la stessa domanda che gira da giorni intorno al Massimino: come si fa ad andare vicini al gol venticinque volte e a non segnare mai.

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