Caserta era il piano B, ma il Catania ha scelto ancora Longo
Nelle valutazioni della dirigenza era rientrato anche Fabio Caserta, individuato tra giugno e luglio dopo l'esonero di Toscano. Il club ha confermato Longo, ma tra fideiussione in ritardo e budget ridotto la contestazione si allarga anche alla proprietà.

Prima di confermare Emilio Longo, il Catania aveva sul tavolo anche il nome di Fabio Caserta. Il tecnico era stato individuato dalla dirigenza tra giugno e luglio, nel periodo successivo all'esonero di Toscano e durante la costruzione della rosa 2026/27: un piano B rimasto tale, ma che racconta quanto la scelta di blindare Longo sia arrivata dopo un vero confronto interno, non per automatismo.
A pesare non c'è solo il campo. La fideiussione di categoria è stata versata oltre il termine previsto, con il rischio concreto di una penalizzazione, e le risorse messe a disposizione da Ross Pelligra sono state ridotte in corsa: con margini più ampi, il direttore sportivo Fortunato Varrà avrebbe probabilmente potuto chiudere prima alcune operazioni di mercato, consegnando a Longo un gruppo definito con più anticipo. Dopo i fischi del Massimino seguiti allo 0-3 di Coppa Italia col Savoia — ben diversi dalla pazienza mostrata dopo il ko con l'Inter U23 — tra i tifosi le responsabilità vengono indicate anche in Pelligra e in Vincenzo Grella, non solo nell'allenatore.
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Sul mercato, chiuso da tre giorni, potrebbe comunque arrivare un annuncio: il centrocampista Andrea Vallocchia, già vicino al Catania nella scorsa stagione, resta una pista aperta. Ma la vera risposta la squadra la deve dare lunedì sera al Massimino, contro il Cosenza: quella «decisa sterzata» chiesta dal club a Longo non ammette repliche.
Fonte: GoalSicilia



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